Le reti transeuropee con particolare riguardo per il transito Torino-Lione

Relatore: Prof. Gianluigi Tosato

INTRODUZIONE

Abbiamo bisogno di tutte le forze nel momento in cui si profila la grande rivoluzione tranquilla
che cancellerà le frontiere fra i dodici
Jacques Delors

Il mercato interno, per garantire la libera circolazione in uno spazio senza frontiere ex art. 8A del Trattato CE, richiede l'esistenza di infrastrutture sufficienti e tecnologicamente adeguate.
Si possono paragonare le esigenze di funzionamento del mercato interno con quelle di un organismo, che deve disporre di quattro componenti essenziali: una rete di circolazione sanguigna (le infrastrutture di trasporto), un sistema nervoso (le infrastrutture di telecomunicazione), un sistema muscolare (le infrastrutture energetiche) e un sistema cerebrale (le infrastrutture di formazione), il cui insieme viene indicato come "reti transeuropee".
In un'unica frase, il Libro Bianco sulla crescita, competitività ed occupazione, presentato nel dicembre 1993 dall'allora presidente della Commissione Europea Jacques Delors, definisce le reti transeuropee come "infrastrutture nuove e di migliore concezione, accessibili a tutti i cittadini".
Concezione migliore nel senso di diminuire il loro impatto negativo sull'ambiente ed anche nel senso di studiarne l'ottimizzazione in modo da utilizzare, p.es., in ogni circostanza il mezzo di trasporto più facilmente integrabile nel sistema di comunicazioni delle regioni interessate, in accordo con le caratteristiche fisiche ed economiche del territorio. Questo si ricollega con l'idea di "sviluppo sostenibile", i cui benefici economici ed occupazionali interessino, insieme con la regione, i suoi abitanti nel modo più generalizzato possibile.
In questo senso la realizzazione di reti transeuropee non é che una condizione necessaria per il reale compimento dell'Unione europea.
Riassumendo gli obiettivi che ci si prefigge con la realizzazione delle reti transeuropee, Delors si sofferma in particolare su tre benefici conseguibili per i cittadini dell'Unione:
  • una circolazione più veloce, sicura ed economica, tale cioè da permettere di aumentare i profitti delle attività produttive e da sviluppare di conseguenza una migliore competitività dell'azienda-Europa, creando nuova occupazione
    · un riassetto del territorio europeo per una distribuzione più equa della ricchezza e una minore concentrazione della popolazione. Infatti infrastrutture di trasporto e di telecomunicazione più efficienti consentono un migliore sviluppo delle potenzialità delle regioni depresse e povere di materie prime e riducono la necessità di migrazione verso le grandi città ed i siti produttivi, portando il lavoro più vicino a dove le persone vivono
    · la creazione di un "ponte" verso l'Europa dell'est per potenziare gli investimenti e stimolare gli scambi, specie nel momento in cui trattati di cooperazione economica si propongono l'integrazione di tali paesi in un sistema coordinato esteso a tutto il continente.
  • L’impulso che ha condotto alla realizzazione del Libro Bianco è partito dal Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio 1992, che ha riconosciuto ufficialmente l'importanza di una politica di sviluppo delle reti transeuropee nei settori delle infrastrutture di trasporto, telecomunicazione ed energia, dedicando l’intero titolo XII alla loro costituzione e modalità di attuazione.
    I benefici ipotizzabili sono nel medio e lungo termine ed il loro scopo ultimo é in effetti quello di portare al suo pieno sviluppo il mercato interno europeo, la cui realizzazione fu ufficialmente prevista dall'articolo 8A dell'Atto Unico europeo firmato all'inizio del 1986 e per il cui completamento le modalità essenziali furono previste agli articoli 129B, 129C e 129D del Trattato di Maastricht.
    Se la definizione degli obiettivi delle reti transeuropee appare consolidata dunque già da tempo, per l'individuazione dei progetti rispondenti a tali finalità, un lungo processo é stato necessario, e non ancora definitivamente concluso, specie per quanto attiene alla priorità relativa delle realizzazioni. Di tale iter ricordiamo le tappe principali:

  • Ancora prima del Trattato di Maastricht, la Commissione europea pubblica ''Europa 2000: Prospettive per lo sviluppo del territorio comunitario'' (1991)
  • Il 10/11 dicembre 1993 il presidente della Commissione europea Jacques Delors presenta al Consiglio europeo di Bruxelles il Libro Bianco della Commissione europea ''Crescita ,competitività e occupazione"
  • · Sempre nel dicembre 1993, il Consiglio europeo riunito a Bruxelles crea un gruppo speciale per assistere la Commissione nel definire i progetti da attuare, presieduto dal vicepresidente Christophersen, e costituito da rappresentanti dei capi di Stato e di governo
    · Il 5 giugno 1994 lo stesso Vice Presidente della Commissione europea Henning Christophersen presenta una relazione interinale sulle reti al Consiglio europeo di Corfù
    · Nel settembre 1994 la Commissione europea presenta "Europa 2000+:Cooperazione europea per lo sviluppo territoriale'' a una riunione informale dei ministri tenutasi a Lipsia
    · Il 9/10 dicembre 1994 il ''gruppo Christophersen'' termina i suoi lavori con la presentazione di una relazione conclusiva al Consiglio europeo di Essen.

    Appare chiaro dall'insieme di questi documenti che gli aspetti cruciali per passare dalla dinamica del problema alla fase operativa risultano le modalità di finanziamento delle infrastrutture, la tutela ambientale, l’unificazione e la semplificazione normativa.
    Questa tesi tratta inoltre di uno dei progetti europei cui l'Italia é direttamente interessata: il collegamento ferroviario ad alta velocità Torino - Lione.
    Gli obiettivi principali di questo progetto sono :

  • consentire la ripresa economica delle regioni Rhône-Alpes e Piemonte
  • permettere l'interconnessione della linea con le reti ad alta velocità italiane francesi e spagnole
  • decongestionare la zona alpina interessata - a grande vocazione turistica - dal traffico di merci su strada
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